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12/06/2006
Bando Equal: l’Ue investe nel sociale
La Commissione di Bruxelles vara il nuovo bando Equal. Obiettivo della misura è favorire azioni di inclusione sociale. Per ogni progetto sono destinati al massimo 16 mila euro. Le risorse totali messe a disposizione dall’Ue sono 15,5 milioni di euro. Le domande devono essere presentate entro il 15 giugno.

Nella strategia italiana per l’attuazione dell’Iniziativa Comunitaria Equal, il mainstreaming si configura come un processo che concorre a orientare la programmazione e l’azione dell’Autorità di gestione, degli organismi intermedi e dei partenariati di sviluppo (Ps).
Tale strategia punta a integrare e a introdurre nuove idee e impostazioni nelle politiche e nelle prassi. Per favorire questo processo, Equal fornisce strutture e strumenti, ai partenariati di sviluppo di ciascuno Stato membro e alla Commissione europea, per realizzare prove di alternative efficaci, efficienti e pertinenti, nella definizione di politiche favorevoli all’inserimento lavorativo, applicabili in tutti gli Stati membri.
Per ottenere un impatto massimo, i risultati devono essere analizzati, raffrontati e diffusi sia negli Stati membri, che nell’insieme dell’Unione. Come in qualsiasi esperimento di laboratorio, i risultati devono essere rapportati ad un contesto economico, politico, culturale e organizzativo più ampio per essere affidabili.
Al raggiungimento di questi risultati di impatto sui sistemi, in Italia contribuiscono anche le attività di supporto tecnico, il monitoraggio qualitativo e le azioni di mainstreaming europeo svolte, con il coinvolgimento delle Assistenze tecniche nazionali.

Finalità
Nell’ambito delle finalità generali dell’iniziativa Equal, lotta alle diverse forme di esclusione sociale, mediante l’integrazione di istituzioni e operatori, le iniziative di mainstreaming condotte nell’ambito dell’Azione III, devono trasferire le buone prassi oggetto delle sperimentazioni in Azione II, verso i sistemi di riferimento: la ricerca, la formazione, l’istruzione, la politica delle imprese, della giustizia e degli affari interni, attraverso l’articolazione di piani di lavoro. L’azione III si caratterizza, quindi come occasione di incontro tra domanda e offerta di buone prassi, laddove l’offerta è rappresentata dai risultati dell’azione II ottenuti dai Ps. La domanda è, invece, espressa in primis dagli attori istituzionali, i policy maker, ai vari livelli di intervento, locale, regionale e nazionale, responsabili delle politiche pertinenti in materia di inserimento socio-lavorativo. Si tratta di una domanda “integrata”, esplicita o latente, presente nei diversi sistemi di riferimento e nel mercato inteso come insieme di bisogni espliciti (o taciti) della collettività, nel settore pubblico, privato e nel privato sociale.
Al fine di rafforzare l’impatto delle sperimentazioni dei Ps sulle prassi e sui sistemi di riferimento, l’azione III è finalizzata a:
a) permettere ai Ps di raggiungere una più larga utenza;
b) soddisfare o indurre la domanda di nuovi modelli e strategie di lotta all’esclusione socio-lavorativa da parte dei decisori politici e del mercato del lavoro italiano;
c) garantire la continuità dei benefici prodotti a livello progettuale dalle Ps nel corso dell’azione II;
d) trasporre i modelli di successo nei centri decisionali dei sistemi di riferimento (in particolare nei processi di Programmazione dei Fondi strutturali 2007-13 e policy making).
Le azioni ammissibili si possono ricondurre a due ambiti principali:
- analisi comparativa degli aspetti innovativi rispetto a prassi già esistenti e validazione delle stesse, attraverso: processi di auto-valutazione del modello sperimentato; l’affidamento di incarichi di valutazione, certificazione e accreditamento del modello a soggetti esterni, compresi i partner transnazionali; le testimonianze sull’efficacia del modello a cura dei beneficiari finali/utenti; l’analisi comparative a livello locale e settoriale condotte da strutture e esperti; le azioni di benchmarking con i membri del Ps e del partenariato transnazionale; gli studi di fattibilità sulla trasferibilità e riproducibilità del modello; la sperimentazione del modello presso strutture pilota di altri componenti del Ps.
- la diffusione e trasferimento delle buone prassi sperimentate, anche attraverso attività di tutoraggio, agli attori Equal e “extra Equal” come attività di scambio e capitalizzazione dei risultati che le teti tematiche nazionali sono chiamate a svolgere in una fase più avanzata dell’azione III, come ad esempio: sperimentazione del modello presso strutture pilota, partecipazione ad azioni di marketing strategico, produzione di materiali ed eventi per la diffusione mirati e spendibili presso le sedi istituzionali, gruppi di lavoro/tavoli e organizzazione di eventi destinati a migliorare la diffusione e la validità dei risultati.
In coerenza con il percorso di programmazione dell’Iniziativa, l’azione di mainstreaming dei Ps si deve sviluppare sui temi prioritari indicati nel Docup grazie al supporto di Reti Tematiche Nazionali, quali l’occupabilità, la promozione e lo sviluppo dell’impresa, la formazione continua, le pari opportunità e l’integrazione dei richiedenti asilo.

Candidature
Le candidature con annessi piani di lavoro dovranno essere presentati dai Ps settoriali e geografici ammessi all’Azione II con attività regolarmente in corso alla data di pubblicazione dell’avviso. Le candidature possono essere presentate da una cordata composta da un minimo di 6 Ps, esclusivamente a titolo della Misura nell’ambito della quale le Ps stanno realizzando il programma di lavoro dell’azione II. Ciascuna Ps può far parte di una sola cordata. I dossier di candidatura dovranno pervenire al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Autorità di gestione dell’Iniziativa, entro e non oltre il 15 giugno.
Ad ogni Ps è destinato un importo composto da una quota fissa (pari a 16 mila euro) ed una calcolata in base al finanziamento accordato per lo svolgimento delle Azioni I e II. Il budget disponibile è pari a 15.577.636 di euro.
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